Una nitidezza cristallina rischiara i particolari di tanti scampoli di mondo che Nausica Valle rende unici. Il sole pare faccia brillare solo loro rendendoli sfavillanti: splendono di quell’aura luminosa che li rende unici e noi li ammiriamo rincorrendo flashback giovanili. Ricordi di immagini dell’amata – allora – America con i suoi mitici Claes Oldenburg, Roy Lichtenstein, Robert Rauschenberg, Jasper Johns, Andy Warhol e le sue Campbell’s Soup, Pop Star e Coca Cola Bottles. Frammenti che Nausica raccoglie qua e là con occhi pronti e concentrati captando, con quella curiosità impellente che tutto rende realizzabile, immagini simbolo di altri anni.
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Non importa dove siamo, non importa dove siano quei muri, quelle cose multicolori, quei manifesti, quelle immagini. Sono dettagli universali che riconosciamo come nostri, ci appartengono come Imagine di John Lennon e continuiamo a guardare queste foto mentre Bob Dylan ci regala Pat Garrrett & Billy The Kid. Un viaggio a ritroso nel tempo grazie a queste immagini dettagliatamente a fuoco, coloratissime, definite nella loro incantevole cornice delimitata da strutture arrugginite negli anni. Nulla ha scalfito l’amore per il gusto effervescente di quelle bollicine, ammirati da quella epica Coca Cola Delicious and “Completely refreshing”, immortalata dalla fotografa che ci regala la perfezione creativa di quella bottiglia e quel logo, disegnato da Frank Mason Robinson, divenuto leggendario.
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“Il mio intento è riuscire a tradurre in visioni sintetiche la natura delle cose nel momento in cui queste deviano dalla loro apparente ordinarietà, quando la realtà si scinde in tante piccole rappresentazioni, connotate da un senso di armonia, di singolarità, scene che già stavano fermentando in qualche angolo della memoria…”
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Il rosso della celebre lattina di Coca Cola lo ritroviamo nelle foto di street art dove puntualmente diviene il centro della scena, attirando l’attenzione e divenendo quasi sempre protagonista assoluto dell’immagine. Anche qui sono frammenti da acciuffare al volo prima che figurine in cammino svaniscano, o il grande cuore rosso scoppi per troppo amore e i pallocincini sfuggano dalla stretta di quella mano ingioiellata planando in altre peripezie; il bus si disperda per strade occulte o la “Signora in Rosso” – chi non ricorda il film The Woman in Red con la voluttuosa Kelly LeBrock? – inizi a danzare sulla grata dell’aria per ricordare Marilyn Monroe e forse il cappello bianco volerà via… Ritorno all’Hotel.
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Ma altri particolari si illuminano di quella speciale luce che Nausica Valle sempre rincorre, che per lei è… “… una scoperta, la considero una divinità inafferrabile, da cui trarre lezioni in religioso silenzio”.
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Il religioso silenzio appare guardingo nella delicata ricercatezza di immagini che, con repentini tagli di luce, descrivono l’intimità di un locale, il calore di un caffè; quell’angolo risplendente di una tovaglia candida, particolari di una vetrina con manichini illuminati come in un’inquadratura di un film di Orson Welles. Un pubblico silenzioso, manichini metafisici alla De Chirico, bambole imprigionate. Silenzi inquietanti. L’angolo di una via che diviene dettaglio folgorante – colori emergenti da un buio galattico – immerso in una città sconosciuta. L’inizio di una storia da raccontare con immagini, quelle semplicemente sofisticate di Nausica.
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La foto in bianco e nero per celebrare l’inizio di una nuova storia, un fotogramma sibillino, intrigante; un quadrato che contiene tante magnificenze: la luce, la composizione, la tenda a sinistra che tenda non è; Marylin moltiplicata in una nuova strepitosa versione, quelle tapparelle in sintonia con il condizionatore stortignaccolo. Pezzi da incastrare in un’architettura che si fa gioco e, per questo, rinnovabile e futuribile.
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Il vero nome di Nausica Valle è Eleonora Riva, che è nata e vive in Brianza. Due nomi dai significati simili, Eleonora deriva dal greco “eleos”, colei che è compassionevole e Nausica, il personaggio omerico, incarna un’idea di gentilezza, di compassione.
La fotografia è stata da sempre la grande passione a cui si è dedicata intensamente da oltre dieci anni, approfondendo tecnica e linguaggi, frequentando corsi, visitando mostre, soffermandosi ad analizzare le opere dei grandi maestri, ma anche e soprattutto sperimentando. E questa sua sperimentazione l’ha portata a riconoscere nella luce un certo “spirito guida” che sempre l’ha ispirata per la realizzazione delle sue opere.
“Fotografare per me significa essere co-autori di un piccolo evento, plasmare la frazione di un istante secondo il proprio desiderio e convertirlo in memoria, da qui la piacevole illusione di dominare il tempo… nella frazione di pochi secondi ogni cosa occupa il proprio posto nello spazio, è lì dove doveva essere… Con la fotografia si deve sempre sorpassare la realtà, aggiungendo quel tocco personale che proviene dall’inconscio, senza il quale l’immagine non avrebbe la stessa valenza. E tutto concorre a creare l’opera finale, passando dal nostro mondo intessuto di visioni immaginarie, di sogni, incubi, fino alla follia. Fotografare è un po’ come possedere un’anima doppia, nei nostri scatti riveliamo anche l’altro lato della luna, la nostra parte nascosta.”

Eleonora Riva
Cara Laura, ti ringrazio tanto per il bellissimo articolo. Ne sono davvero onorata! Con la tua sensibilità fuori dal comune e il tuo sguardo esperto sei riuscita a intuire l’essenza delle mie immagini e a descrivere mirabilmente la mia “aura americana”.
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Cara Eleonora, grazie a te che mi hai fatto scoprire “L’Aura Americana”; la luce è davvero il tuo tocco magico.
Contenta di averti conosciuta anche solo virtualmente e a te dedico la celebre frase “buona luce sempre”! Laura
Riccardo
Complimenti Eleonora, hai trasformato le tue poesie in immagini stupende!
Annalisa Ceolin
Complimenti a Laura Malaterra e a Elenora Riva !!
Annalisa Ceolin
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Grazie Annalisa, seguo sempre le tue avventure fotografiche, complimenti!